Alla cortese attenzione della Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, On. Gilberto Pichetto Fratin, e del Governo,
Noi studiosi impegnati nella ricerca sul cambiamento climatico, sulle politiche di mitigazione e adattamento e sui sistemi complessi, esprimiamo profonda preoccupazione per il modo in cui il governo italiano sta affrontando la crisi climatica, in particolare per le recenti prese di posizione volte a indebolire i principali strumenti della politica climatica europea.
I recenti eventi estremi che hanno colpito vaste aree del Sud Italia con il passaggio del ciclone Harry non sono episodi isolati, ma segnali coerenti con quanto la comunità scientifica documenta da anni: un clima che cambia aumenta la frequenza e intensità degli eventi meteorologici estremi. Il disastro di Niscemi appare a molti come la drammatica metafora di un intero Paese a rischio. Non a caso, da anni l’ISPRA colloca l’Italia ai primi posti in Europa per l’esposizione al rischio di frane.
Gli anni 2024 (il più caldo dal 1880), 2023 e 2025 sono stati i tre anni più caldi mai registrati a livello globale, e gennaio 2026 è risultato il quinto gennaio più caldo della serie storica, confermando una tendenza al riscaldamento senza segnali di inversione. Non è pessimismo, ma realismo scientifico, ritenere che l’Italia dovrà affrontare un rischio crescente di disastri climatici. Per questo uno Stato deve agire sia sull’adattamento che sulla mitigazione: puntare solo sul primo significa inseguire impatti sempre più gravi e costosi senza affrontarne la causa principale — le emissioni da combustibili fossili — con il rischio di superare i limiti di ciò che è tecnicamente ed economicamente gestibile. Senza una forte riduzione delle emissioni, promossa a tutti i livelli (regionale, nazionale, europeo e globale), l’adattamento diventa progressivamente più oneroso, meno efficace e, in alcuni casi, impossibile.
Di fronte a queste evidenze — e a una percezione ormai diffusa che vede gli italiani tra i cittadini europei più preoccupati per il cambiamento climatico — riteniamo un errore che il governo italiano non mostri pieno sostegno a strumenti per la decarbonizzazione come il sistema di Emission Trading (ETS), ormai adottato anche in Cina, che ha contribuito in modo significativo alla riduzione delle emissioni nei settori regolati, dimostrando che politiche climatiche ambiziose possono produrre risultati concreti, stimolare innovazione e guidare la transizione industriale a costi sostenibili.
Presentare la contrapposizione alle politiche di decarbonizzazione come tutela delle imprese o delle famiglie italiane non è una giustificazione, ma un ulteriore motivo di preoccupazione. Da anni innovazione e competitività sono indissolubilmente legate alla transizione energetica: ostacolarla espone il sistema produttivo a rischi tecnologici, industriali e finanziari crescenti e rende il Paese subalterno alle componenti meno innovative dell’industria. Anche minori costi dell’energia e una maggiore sicurezza energetica sono ottenibili attraverso una transizione più rapida verso le energie rinnovabili.
È grave che neppure i recenti e ingenti danni nel Sud Italia abbiano prodotto un cambio di passo nelle politiche di adattamento. Questo governo, in linea con i governi precedenti, continua infatti a muoversi prevalentemente in una logica emergenziale, nonostante sia noto da anni che gli eventi estremi sono destinati ad aumentare in frequenza e intensità finché le temperature globali non saranno stabilizzate. Si continuano a stanziare fondi, spesso inadeguati, per la ricostruzione post-disastro, senza dare piena attuazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), che consentirebbe la prevenzione e la pianificazione nel medio-lungo periodo.
L’Italia che oggi frana, si allaga e perde competitività è il risultato di scelte rinviate, prevenzione insufficiente e di una transizione energetica ostacolata proprio quando sarebbe più necessaria: una traiettoria che può e deve essere corretta con politiche fondate sulla scienza, sulla lungimiranza e sulla responsabilità verso le generazioni presenti e future.
Per questo chiediamo di non rinunciare all’ambizione nella lotta al cambiamento climatico e di non limitarsi alle dichiarazioni di principio, assicurando il supporto agli strumenti concreti necessari a raggiungere gli obiettivi che il governo italiano ha contribuito ad approvare in sede europea, come la decarbonizzazione entro il 2050 e i più recenti obiettivi intermedi per il 2040. Politiche che mettano al centro incentivi ed investimenti per la transizione energetica e per l’adattamento ci aspettiamo trovino il consenso di tutte le forze politiche, perché deve essere comune l’accettazione dei risultati della scienza del clima e la responsabilità di fare la nostra doverosa parte per contribuire a contrastare la crisi climatica.
Primi firmatari
Carlo Barbante, Università Ca’ Foscari, Venezia
Carlo Carraro, Università Ca’ Foscari, Venezia
Stefano Caserini, Università di Parma
Claudio Cassardo, Università di Torino
Susanna Corti, CNR-ISAC, Bologna
Paola Mercogliano, CMCC, Caserta
Elisa Palazzi, Università di Torino
Giorgio Parisi, Università La Sapienza, Roma, premio Nobel per la Fisica 2021
Antonello Pasini, CNR-IIA, Roma
Massimo Tavoni, Politecnico di Milano e CMCC
Comunità scientifica
Arianna Acierno, CMCC
Tommaso Alberti, INGV
Enrico Alleva, Socio Accademia dei Lincei
Marco Amendola, Università di L’Aquila
Carmela Apreda, CMCC
Jgor Arduini, Università degli studi di Urbino
Nicola Armaroli, CNR-ISOF
Marina Baldi, CNR-IBE
Andrea Balotti, Università degli Studi dell’Aquila
Vincenzo Balzani, Università di Bologna
Roberto Barbiero, ARPA Trento
Ugo Bardi, Università di Firenze
Stefano Battiston, Università Ca’ Foscari
Leonardo Becchetti, Università di Tor Vergata
Marco Bella, Sapienza Università di Roma
Katinka Bellomo, Università di Padova
Carlo Alessandro Bertetti, Membro Comitato Tecnico PIARC Italia 4
Giacomo Bertoldi, EURAC
Alberto Bertucco, Università di Padova
Riccardo Biondi, Fondazione CIMA
Gian Italo Bischi, Università di Urbino
Davide Bonaldo, CNR-ISMAR
Simone Borghesi, European University Institute e Università di Siena
Alessandro Bortolin, CNR-ISAC, Padova
Francesco Bosello, CMCC
Elisa Brussolo, Centro Ricerche Società Metropolitana Acque Torino
Giorgio Budillon, Università Parthenope
Roberto Buizza, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa
Federico Butera, Politecnico di Milano
Alessandro Caiani, IUSS Pavia
Francesco Cairo, CNR-ISAC
Sandro Calmanti, ENEA
Piero Campalani, EURAC
Gianluca Carboni, Agenzia Regionale per la ricerca in Agricoltura
Michele Carducci – Università del Salento
Sandra Cassotta, Aalborg University
Annalisa Cherchi, CNR-ISAC
Claudio Ciavatta, Università di Bologna
Federica Cittadino, Eurac Research
Francesco Pietro Colelli, CMCC
Alessio Collalti, CNR
Matteo Colucci, CMCC
Erika Coppola, ICTP, Trieste
Ugo Cortesi, CNR-IFAC
Cristiano D’Amico, Università degli Studi dell’Aquila
Roberto Danovaro, Università Politecnica delle Marche
Lorenzo Francesco Davoli, Università degli Studi di Milano Bicocca
Marta Debolini, CMCC
Maurizio Decastri, Università di Tor Vergata, Roma
Enrica De Cian, CMCC
Giovanbattista de Dato, CREA
Gianluigi de Gennaro, Università degli Studi di Bari
Alessandro Dell’Aquila, ENEA
Carmela De Vivo, CMCC
Raffaele Della Croce, Imperial College London
Alice Di Bella, CMCC
Italo Epicoco, CMCC
Maria Cristina Facchini, CNR-ISAC
Paola Faggian, RSE, Milano
Simone Falzoi, Met Éireann, Ireland’s National Meteorological Service
Davide Faranda, CNRS Parigi
Giusy Fedele, CMCC
Andrea Filpa, Università Roma Tre
Rossella Ferretti, Università Dell’Aquila – CETEMPS
Francesco Forastiere, Imperial College
Pier Paolo Franzese, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
Francesca Frasca, Sapienza Università di Roma
Sandro Fuzzi, CNR-ISAC, Bologna
Marco Gaetani, IUSS Pavia
Enrico Gagliano, già docente Università di Teramo e Unibo
Walter Ganapini, Agenzia Europea dell’Ambiente
Domenico Gaudioso, ISPRA
Beatrice Giambenedetti, INGV
Valentina Giannini, CMCC
Umberto Giostra, Università degli Studi di Urbino
Lorenzo Giovannini, Università di Trento
Marco Giusti, Università di Verona
Elisa Grieco, CNR
Mario Grosso, Politecnico di Milano
Silvio Gualdi, CMCC
Marco Iarlori, CETEMPS – Università degli Studi dell’Aquila
Ivan Kanchev, European Society for Ecological Economics
Martina Lagasio, CIMA
Lavinia Laiti, APPA
Cristina Lavecchia, Fondazione Osservatorio Meteorologico Milano Duomo
Valerio Lembo, CNR-ISAC, Roma
Simone Libralato, OGS, Trieste
Stefano Lilla, Università di Bologna
Piero Lionello, Università del Salento
Nicola Loglisci, CIMA
Mauro Magatti, Università cattolica del sacro cuore
Elena Maines, Libera Università di Bolzano
Michela Maione, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
Gabriele Alessandro Mansi, Ca’ Foscari, CMCC
Giulio Marchesini Reggiani, Università di Bologna
Simona Masina, CMCC
Daniele Mastrangelo, CNR-ISAC
Stefano Materia, Barcelona Supercomputing Center
Marino Mazzon, Ordine Ingegneri Venezia
Virna Loana Meccia, CNR-ISAC
Agostino Meroni, Università di Milano-Bicocca
Mario Marcello Miglietta, CNR-ISAC
Vittorio Marletto, già ARPAE Emilia-Romagna
Massimo Milelli, Fondazione CIMA
Irene Monasterolo, Utrecht University
Giovanni Montagnani, dottorato presso il Politecnico di Milano
Leonardo Montagnani, Università di Bolzano
Silvia Montagnani, Joint PhD Program, University of Lille and Frankfurt (C3S)
Anna Montini, Università di Bologna, Campus Rimini
Mario Montopoli, CNR-ISAC
Roberto Morabito, CETMA, Brindisi
Massimo Muraro, CMCC
Mauro Mussin, ARPA Lombardia
Ernesto Napolitano, ENEA
Matteo Nastasi, Università dell’Aquila
Sergio Noce, CMCC
Rita Nogherotto, CNR -ISAC
Stefania Oliva, CMCC
Antonio Parodi, Fondazione di ricerca CIMA
Salvatore Pascale, Università di Bologna
Luigi Pasotti – Regione Siciliana – Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano
Claudia Pasquero, Università di Milano – Bicocca
Daniele Peano, CMCC
Renata Pelosini, Agenzia ItaliaMeteo
Cinzia Perrino, CNR-IIA, Roma
Marcello Petitta, Università Roma Tre
Valentino Piana, Economics Web Institute
Elisa Pieratti, Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, Trento
Davide Pini, Università di Bologna
Massimiliano Pittore, EURAC Research
Shobha Poudel, FEEM
Donatella Porrini, Università del Salento
Mariangela Ravaioli, CNR-Ismar
Giovanni Ravazzani, Politecnico di Milano
Aldo Ravazzi Douvan, Università Tor Vergata e Luiss
Jessica Reale, Scuola Universitaria Superiore Pavia
Marco Reale, OGS, Trieste
Alfredo Reder, CMCC
Giulio Marchesini Reggiani, Università di Bologna
Gianluca Ruggieri, Università dell’Insubria
Gianfausto Salvadori, Università del Salento
Roberto Salzano, CNR-IIA, Firenze
Giada Sannino, Osservatorio Clima di Arpae Emilia Romagna
Gianmaria Sannino, ENEA
Piero Serafini, Università dell’Aquila
Simona Simoncelli, INGV
Cosimo Solidoro, OGS, Trieste
Federico Spanna, Rete Agrometeo Regione Piemonte
Gabriele Standardi, CMCC
Claudio Stefanini, Università di Padova
Michele Stortini , Arpae
MariaVittoria Struglia, ENEA
Gianni Tartari, già CNR-IRSA
Giulia Tasquier, Università di Bologna
Alessandro Tavoni, Università di Bologna
Vito Telesca, Università della Basilicata
Stefano Tibaldi, CMCC
Andrea Tilche, Università di Bologna
Chiara Tonelli, Università Roma Tre
Silvia Torresan, CMCC
Arianna Trevisiol, RSE, Milano
Umberto Triacca, Università dell’Aquila
Marco Valente, Università dell’Aquila
Francesca Ventura, Università di Bologna
Margherita Venturi, Università di Bologna
Stefano Verde, Università di Siena
Chiara Volta, ENEA
Enrico Zambianchi, Università La Sapienza
Dario Zampieri, Università di Padova
Dino Zardi, Università di Trento
Fabio Zecchini, ARPA Veneto
Federica Zennaro, CMCC
Andrea Zonato, CIMA