«Caffè al bar? No grazie, preferisco il caffè al ginseng: non ha caffeina e fa meno male». È una frase che si sente spesso, e che racconta bene una convinzione molto diffusa.

Molti scelgono il caffè al ginseng perché lo considerano più salutare rispetto al caffè tradizionale, altri perché attratti dalle presunte proprietà energizzanti del ginseng, altri ancora semplicemente perché è diventato una moda.

Purtroppo, la realtà nutrizionale del caffè al ginseng da bar è ben diversa da quella che l’immaginario collettivo suggerisce.


Cosa c’è davvero nel caffè al ginseng del bar?

Nella maggior parte dei casi, il caffè al ginseng servito al bar è una bevanda premiscelata industriale. Basta leggere l’elenco degli ingredienti per rendersene conto:

  • sciroppo di glucosio
  • zuccheri aggiunti (anche zucchero di canna)
  • oli vegetali raffinati o idrogenati
  • emulsionanti e stabilizzanti
  • proteine del latte (caseinati)
  • aromi

E il ginseng? Quasi sempre presente in quantità uguale o inferiore all’1%.

In pratica, il ginseng è spesso più un richiamo commerciale che un vero ingrediente funzionale.


Il vero ginseng: tutt’altra storia

Il vero ginseng (Panax ginseng o, in altri contesti tradizionali, Withania somnifera) è una radice utilizzata da secoli nelle medicine tradizionali orientali e ayurvediche.

Quando assunto sotto forma di estratto puro o infuso, il ginseng possiede reali proprietà:

  • sostegno all’energia fisica e mentale
  • azione adattogena contro stress e affaticamento
  • supporto al sistema immunitario
  • possibile azione antiossidante e anti-età

Ne parliamo in modo approfondito in questi articoli:

Nulla di tutto questo è garantito da una bevanda zuccherata premiscelata.


Un paragone utile: il tè freddo in brick

Il caffè al ginseng del bar segue una logica molto simile a quella del tè freddo in brick spesso dato ai bambini.

Anche in quel caso si pensa di offrire una bevanda “leggera” e “naturale”, mentre in realtà si tratta di:

  • acqua
  • zuccheri in eccesso
  • aromi
  • minime tracce di tè

Il problema non è solo la presenza di zucchero, ma la falsa percezione di salubrità.


La vera scelta consapevole inizia dal bancone del bar

Le migliori scelte nutrizionali non si fanno solo al supermercato, ma anche nei gesti quotidiani: davanti a un bancone del bar, ogni mattina.

Un semplice caffè, un infuso vero di ginseng, una tisana non zuccherata sono opzioni molto più coerenti con uno stile di vita consapevole rispetto a bevande industriali mascherate da “naturali”.

Leggere le etichette, informarsi e conoscere gli ingredienti è il primo passo per non farsi guidare dal marketing.

Perché quando si parla di ginseng, la differenza tra vero e presunto è tutta nella qualità.