Premessa importante: in Italia e nell’Unione Europea gli additivi alimentari sono autorizzati solo se rispettano regole precise su sicurezza, purezza e condizioni d’uso. Il riferimento principale è il Regolamento (CE) n. 1333/2008 sugli additivi alimentari, con aggiornamenti periodici. Fonte normativa UE.

Quindi: parlare di “additivi pericolosi” in senso assoluto è spesso impreciso. Più corretto è dire che esistono additivi più discussi perché:

  • possono dare reazioni in soggetti sensibili (es. solfiti);
  • hanno un impiego frequente in prodotti ultra-processati (es. edulcoranti, fosfati);
  • hanno avuto rivalutazioni o limitazioni (es. coloranti, biossido di titanio);
  • possono contribuire ad aumentare l’esposizione totale se si consumano molti prodotti industriali.

Le etichette devono riportare gli additivi con la funzione (es. “conservante”) seguita dal nome o dal codice E, come ricorda l’Istituto Superiore di Sanità. Fonte ISS.


Come leggere un’etichetta: il metodo più semplice (in 30 secondi)

  1. Cerca “E…” oppure parole come “conservante”, “colorante”, “edulcorante”, “esaltatore di sapidità”.
  2. Conta quanti additivi sono presenti: più sono, più il prodotto è “tecnologico”.
  3. Individua la categoria (coloranti, conservanti, edulcoranti, stabilizzanti ecc.).
  4. Valuta la frequenza: un additivo “ok” sporadicamente può diventare rilevante se lo trovi in tanti prodotti ogni giorno.

La lista completa dei 16 additivi più “insidiosi” (i più discussi e da conoscere)

Nota: per ogni voce trovi: codice E, categoria, dove si trova, perché è discusso e chi dovrebbe prestare più attenzione. Per la valutazione della sicurezza e delle soglie (ADI) il riferimento scientifico in UE è l’EFSA.

1) E171 – Biossido di titanio (colorante/whitening) – NON PIÙ AUTORIZZATO IN UE

  • Dove si trovava: confetteria, chewing-gum, glasse, prodotti bianchi molto “coprenti”.
  • Perché è discusso: EFSA ha concluso che non può essere esclusa una preoccupazione di genotossicità e non lo considera più sicuro come additivo alimentare.
  • Status: l’UE ha adottato il divieto come additivo alimentare (Reg. UE 2022/63).

Fonti: EFSARegolamento UE 2022/63.

2) E249–E250 – Nitriti (nitrito di potassio/sodio) – conservanti

  • Dove si trovano: soprattutto salumi e carni trasformate.
  • Perché sono discussi: il tema principale riguarda la gestione dell’esposizione complessiva e la formazione di composti indesiderati in determinate condizioni; per questo sono tra i conservanti più “attenzionati” e regolati.
  • Chi dovrebbe limitarli: chi consuma spesso salumi/ultra-processati.

3) E251–E252 – Nitrati (nitrato di sodio/potassio) – conservanti

  • Dove si trovano: alcuni salumi e prodotti stagionati.
  • Perché sono discussi: come per i nitriti, l’attenzione riguarda la gestione dell’esposizione e l’uso controllato nelle categorie autorizzate.

4) E220–E228 – Solfiti (es. E220 anidride solforosa) – conservanti

  • Dove si trovano: vino, frutta secca, prodotti a base di patate, alcuni crostacei, succhi e preparazioni.
  • Perché sono discussi: possono scatenare reazioni in soggetti sensibili (in particolare asmatici).
  • Chi dovrebbe prestare attenzione: persone con asma o sensibilità ai solfiti.

5) E210–E213 – Benzoati (es. E211 benzoato di sodio) – conservanti

  • Dove si trovano: bibite, salse, conserve, prodotti dolci industriali.
  • Perché sono discussi: sono usati spesso in prodotti “da consumo frequente” (bibite, snack), quindi conta soprattutto la somma delle esposizioni.

6) E200–E203 – Sorbati (es. E202 sorbato di potassio) – conservanti

  • Dove si trovano: prodotti da forno confezionati, formaggi, salse, margarine, conserve.
  • Perché sono discussi: molto diffusi; l’attenzione è legata alla frequenza d’uso nei prodotti industriali.

7) E320 – BHA (butilidrossianisolo) – antiossidante

  • Dove si trova: snack grassi, gomme, prodotti con grassi vegetali, cereali, salse.
  • Perché è discusso: è tra gli antiossidanti sintetici più dibattuti; in generale questi additivi sono usati per evitare irrancidimento.

8) E321 – BHT (butilidrossitoluene) – antiossidante

  • Dove si trova: simile al BHA: prodotti ricchi di grassi e lunga conservazione.
  • Perché è discusso: per prudenza molti preferiscono limitarne l’assunzione complessiva scegliendo alimenti meno processati.

9) E102 – Tartrazina – colorante

  • Dove si trova: bibite, caramelle, dessert, prodotti da forno, salse.
  • Perché è discusso: alcuni coloranti sono associati a possibili effetti su attenzione/iperattività in bambini sensibili (tema “coloranti e comportamento”).

10) E110 – Giallo tramonto (Sunset Yellow FCF) – colorante

  • Dove si trova: bibite, caramelle, gelatine, prodotti da forno.
  • Perché è discusso: come sopra: attenzione nei bambini sensibili e in chi consuma molti prodotti colorati industriali.

11) E129 – Rosso Allura – colorante

  • Dove si trova: bibite, caramelle, dessert, snack dolci.
  • Perché è discusso: rientra nel gruppo di coloranti su cui si concentra la prudenza (quantità e frequenza contano).

12) E150c/E150d – Caramello ammoniacale / solfito-ammoniacale – colorante

  • Dove si trova: cola, salse scure, prodotti “bruniti”, alcuni alcolici e condimenti.
  • Perché è discusso: non tutto il “caramello” è uguale: alcune classi sono più controverse e la discussione riguarda contaminanti di processo e livelli.

13) E621 (e famiglia E620–E625) – Glutammati / esaltatori di sapidità

  • Dove si trovano: snack salati, dadi, zuppe pronte, salse, piatti pronti.
  • Perché è discusso: EFSA ha rivalutato i glutammati e ha definito una soglia di assunzione di gruppo (ADI) per la famiglia degli additivi E620–E625.

Fonte: EFSA – rivalutazione glutammati e ADI di gruppo.

14) E951 – Aspartame – edulcorante

  • Dove si trova: bibite “zero”, chewing-gum, dolci senza zucchero, dessert light.
  • Perché è discusso: è molto usato; il tema pratico è evitare di “sommarlo” con tanti prodotti diet nello stesso giorno. EFSA considera protettivo un ADI di 40 mg/kg peso corporeo/die.
  • Nota utile: chi ha fenilchetonuria deve seguire indicazioni mediche specifiche.

Fonte: EFSA – aspartame e ADI.

15) E950 – Acesulfame K – edulcorante

  • Dove si trova: bibite “zero”, prodotti “senza zuccheri”, dessert light.
  • Perché è discusso: spesso è in miscela con altri edulcoranti: la questione pratica è la frequenza (quanti prodotti “zero” al giorno).

16) E338–E341 / E450–E452 – Fosfati (acidificanti/stabilizzanti)

  • Dove si trovano: insaccati, formaggi fusi, preparazioni di carne, prodotti pronti, bevande, prodotti da forno industriali.
  • Perché sono discussi: molto usati come “additivi funzionali” nei processati; l’attenzione è più alta per chi consuma spesso prodotti industriali e in alcune condizioni cliniche (da valutare col medico).

Cosa dice il Ministero della Salute (Italia) sugli additivi: controlli, regole e purezza

Il Ministero della Salute inquadra gli additivi come sostanze aggiunte intenzionalmente per uno scopo tecnologico (conservazione, stabilità, gusto, aspetto). Il sistema prevede anche piani di controllo ufficiale e requisiti di purezza per garantire che gli additivi immessi sul mercato rispettino standard chimico-fisici e microbiologici.


Come ridurre davvero l’esposizione (senza ansia e senza demonizzare)

  • Regola 80/20: se l’80% della dieta è fatto di cibi semplici, il “problema additivi” si riduce da solo.
  • Alterna: evita di consumare ogni giorno gli stessi prodotti ultra-processati (bibite zero, snack, piatti pronti).
  • Attenzione ai bambini: limitare i prodotti super-colorati e le bibite dolci/zero è una scelta prudente.
  • Se sei sensibile ai solfiti: controlla bene vino, frutta secca e prodotti che li dichiarano.

FAQ – Domande comuni sugli additivi

Gli additivi sono sempre dannosi?

No: molti additivi sono autorizzati proprio perché considerati sicuri alle condizioni d’uso. La differenza la fa la frequenza di consumo dei prodotti che li contengono e la sensibilità individuale (es. solfiti).

Perché esistono i codici “E”?

Perché gli additivi autorizzati in UE sono identificati con un numero preceduto da “E”. In etichetta devono essere indicati con funzione + nome o codice.

Come faccio a “scovarli” in etichetta?

Cerca “E…” oppure parole come “conservante”, “colorante”, “edulcorante”, “esaltatore di sapidità”, “stabilizzante”.


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Disclaimer: questo articolo è informativo e non sostituisce il parere medico. In caso di allergie, asma o condizioni cliniche specifiche, segui le indicazioni del medico.