Ci sono momenti, nel tennis, in cui non vince solo il colpo: vince il dettaglio. Nelle immagini che hanno fatto il giro del web si vede Jannik Sinner stringere una bottiglietta verde e bere un liquido che non ha nulla del classico drink “da sponsor”. E nelle cronache più recenti quel gesto viene addirittura associato a un’impresa, in mezzo a fatica, caldo e crampi. Sarebbe stato questo il motivo per il quale il nostro campione ha sconfitto anche i crampi agli Austrialian Open 2026.
Quel liquido è il succo di cetriolini sottaceto (in inglese pickle juice): la salamoia in cui vengono conservati i cetriolini. Un rimedio “da spogliatoio” che oggi è diventato un caso mediatico, complice la visibilità del circuito ATP.
Il punto interessante non è “l’ingrediente segreto”, ma la dinamica: quando un atleta d’élite lo usa davanti a milioni di persone, un gesto di routine diventa immediatamente un tema: funziona davvero? E soprattutto: perché potrebbe funzionare così in fretta?
Cos’è il succo di cetriolini (pickle juice), davvero
Il succo di cetriolini è la salamoia dei sottaceti. In pratica contiene:
- acqua
- aceto (acido acetico)
- sale (sodio, in quantità rilevanti)
- spezie/aromi (variabili)
- tracce di potassio, talvolta magnesio (dipende dalla ricetta)
Non è un energy drink, non è una bevanda zuccherina, non è una “pozione”: è una soluzione molto acida e molto salata. Ed è proprio questa combinazione a renderla interessante in campo.
Perché è diventato un caso: cosa scrivono le testate (e perché ora se ne parla di più)
- Corriere dello Sport: l’articolo sull’“impresa” e il succo di cetriolini (il più recente)
- La Gazzetta dello Sport: crampi e succo di cetrioli, cos’è e che effetti può avere
- Vanity Fair: “il rimedio anti-crampi (che funziona)” e l’invito alla cautela
- La Gazzetta dello Sport: perché sempre più tennisti lo usano (non solo Sinner)
- Corriere.it: che cos’è il succo di cetriolini e perché viene citato contro crampi e disidratazione
Perché viene associato ai crampi: il meccanismo più credibile non è quello che pensi
Quando un crampo arriva in pieno match, l’idea più intuitiva è: “mancano sali, reintegro sali”. Ma qui c’è un problema: l’assorbimento di sodio e altri elettroliti non è istantaneo. Eppure il pickle juice viene descritto come un rimedio “rapido”, a volte entro meno di un minuto.
Per questo molti ricercatori hanno guardato altrove: a un meccanismo neuromuscolare riflesso.
L’ipotesi del “riflesso” (bocca → nervi → crampo)
L’acidità (e in parte la salinità) stimolerebbe recettori orali/faringei, attivando segnali nervosi che possono inibire temporaneamente l’iperattività neuromuscolare responsabile del crampo. In parole semplici: più che “nutrire il muscolo”, potrebbe interrompere il circuito che lo sta facendo contrarre in modo involontario.
È un’ipotesi coerente con il fatto che l’effetto venga riportato come molto rapido e con gli studi che misurano crampi indotti in laboratorio.
I dati più citati: quanto (e come) è stato studiato
Il pickle juice è stato testato anche in contesti sperimentali: uno dei lavori più citati è uno studio su PubMed che nasce proprio dall’osservazione che piccole quantità sembravano ridurre il crampo in tempi brevi.
- PubMed (Miller et al., 2010): studio su crampi indotti e ingestione di pickle juice
- MDPI (review/analisi 2021): cita riduzioni del tempo di crampo fino a ~45% con circa 1 mL/kg
Un dettaglio che torna spesso nelle sintesi divulgative è il dosaggio utilizzato in diversi test: circa 1 mL per kg di peso corporeo (esempio: 70 mL per 70 kg), assunto “a shot”.
Nota importante: questi dati non significano che “funzioni sempre” o che sia una cura universale. Significano che esiste una base sperimentale per l’idea che, in alcuni casi, piccole quantità possano ridurre la durata di un crampo già in atto.
Perché nel tennis moderno un dettaglio del genere conta tantissimo
I crampi nel tennis non sono solo “mancanza di magnesio”. In match lunghi e con caldo/umidità possono entrare in gioco più fattori:
- stress termico (temperatura, umidità, irraggiamento)
- disidratazione e perdita di sodio col sudore
- fatica neuromuscolare dopo ore di scambi
- ritmi intermittenti (scatti e stop) che stressano la muscolatura
Ed è anche qui che si capisce perché molti team cerchino strumenti “di emergenza” che non richiedano digestione lenta, né grandi volumi di liquidi.
Il caso Djokovic: l’ossessione per i dettagli
Quando si parla di tennis d’élite, la cultura del dettaglio è una costante. Basti pensare a come Novak Djokovic abbia reso centrale l’idea di routine alimentare, recupero e gestione degli stimoli fisici nel lungo periodo. Nel nostro approfondimento qui su Ambientebio abbiamo raccontato proprio questa dimensione, tra scelte alimentari e impostazione “metodica”:
Il punto non è copiare la dieta di Djokovic o la bottiglietta di Sinner. Il punto è capire come nel tennis moderno la performance sia un ecosistema: nutrizione, idratazione, recupero, gestione del caldo, micro-strategie in partita.
Ambiente e prestazione: il tennis non si gioca nel vuoto
Quando un match diventa una maratona, anche l’ambiente influenza il corpo: temperatura, luce, microclima. Abbiamo analizzato un esempio interessante legato agli US Open e alle scelte organizzative, perché spesso il “contesto” è una parte invisibile della prestazione:
Non è un dettaglio “romantico”: stress ambientali e carichi di gara possono aumentare la probabilità di cali, crampi e difficoltà di recupero.
Cosa NON è (e cosa evitare, soprattutto fuori dal professionismo)
Il succo di cetriolini:
- non è una cura miracolosa
- non sostituisce l’idratazione corretta
- non rimpiazza carboidrati o una strategia di gara completa
- non è adatto a tutti (alto sodio + acidità)
Chi ha ipertensione, problemi renali, reflusso/gastrite o deve seguire una dieta iposodica dovrebbe essere prudente e parlarne con un professionista.
Come prevenire i crampi: cosa fare davvero, al di là dei rimedi “d’emergenza”
Al di là di soluzioni rapide come il succo di cetriolini, la prevenzione dei crampi muscolari passa soprattutto da abitudini costanti. Idratazione regolare, adeguato apporto di elettroliti (in particolare sodio, potassio e magnesio), riscaldamento progressivo e una buona elasticità muscolare riducono in modo significativo il rischio di contrazioni involontarie. Anche l’alimentazione gioca un ruolo chiave: carenze nutrizionali, disidratazione cronica o affaticamento accumulato aumentano la probabilità di crampi, soprattutto negli sport di resistenza o ad alta intensità. Come approfondito nella nostra guida sui rimedi naturali per i crampi muscolari, l’approccio più efficace resta quello integrato: prevenire è sempre più efficace che intervenire quando il crampo è già in atto.
La vera “lezione” del caso Sinner
La parte affascinante di questa storia non è il cetriolino in sé. È la fotografia del tennis moderno: quando il match entra nella zona rossa, contano strategie rapide, sperimentate e tollerate dall’atleta, e una gestione del corpo estremamente lucida.
Se il pickle juice è diventato un simbolo, è perché rappresenta un’idea potente: nei momenti decisivi, non serve magia. Serve metodo.
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