Negli ultimi tempi stanno circolando articoli che mettono in guardia su un pesce “simile all’orata” che potrebbe essere allucinogeno. Il riferimento, nella maggior parte dei casi, è alla Sarpa salpa, uno sparide comune anche nel Mediterraneo. Il punto chiave è questo: il fenomeno esiste ed è documentato, ma è raro e non significa che chiunque la mangi sperimenterà effetti psicotropi.

Che cos’è la Sarpa salpa e perché viene chiamata “dreamfish”

La Sarpa salpa è un pesce costiero erbivoro della famiglia degli Sparidi, diffuso nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale. In Italia può essere chiamata comunemente “salpa” (attenzione: questo nome crea molta confusione con altri organismi marini). In alcune segnalazioni, questo pesce è stato soprannominato dreamfish (“pesce dei sogni”) per episodi di disturbi neurologici e allucinazioni seguiti al consumo. :contentReference[oaicite:0]{index=0}

Ittioalleinotossismo: l’intossicazione (rara) con allucinazioni

La condizione associata a questi episodi è chiamata ittioalleinotossismo (in inglese ichthyoallyeinotoxism): una forma di intossicazione alimentare legata all’ingestione di alcune specie di pesci che, in specifiche circostanze, possono veicolare composti con effetti sul sistema nervoso.

Una delle fonti più citate è una pubblicazione su PubMed che descrive due casi clinici nel Mediterraneo occidentale: i pazienti hanno manifestato allucinazioni visive e uditive dopo aver mangiato Sarpa salpa, con risoluzione entro ~36 ore. :contentReference[oaicite:1]{index=1}

Perché succede: non è “la specie in sé”, ma il contesto

La spiegazione più plausibile (ma non definitiva) è che, in alcuni periodi e aree, la Sarpa salpa possa accumulare sostanze neuroattive attraverso la dieta (alghe/epifite o micro-organismi associati), rendendo alcuni esemplari “a rischio” rispetto ad altri. Studi sperimentali e osservazioni indicano che l’effetto può essere stagionale e legato a particolari condizioni ambientali. :contentReference[oaicite:2]{index=2}

Segnali e tempi: cosa è stato riportato nei casi documentati

  • Esordio: spesso entro poche ore dal pasto
  • Sintomi: disturbi gastrointestinali lievi + alterazioni percettive (allucinazioni visive/uditive), agitazione o confusione
  • Durata: variabile, tipicamente fino a 36 ore nei casi clinici descritti

Nei report clinici, alcuni pazienti hanno richiesto assistenza medica soprattutto per la componente neuropsichiatrica (paura intensa, disorientamento). :contentReference[oaicite:3]{index=3}

Consigli pratici (prudenza, senza allarmismi)

Non è un invito al panico: si tratta di episodi rari. Tuttavia, in ottica di prudenza:

  • Se consumi pesce costiero “simile all’orata”, acquistalo da canali affidabili e ben tracciati.
  • In generale, evitare il consumo di testa e viscere riduce l’esposizione a eventuali composti concentrati in quei distretti (indicazione spesso riportata in letteratura e discussioni scientifiche sul tema). :contentReference[oaicite:4]{index=4}
  • Se dopo un pasto compaiono confusione, allucinazioni, agitazione, contatta subito un medico o i servizi di emergenza.

Qui nasce l’equivoco più comune: esiste anche la salpa trasparente, ma non è un pesce. È un tunicato pelagico (un organismo gelatinoso, spesso quasi invisibile in acqua) che appartiene a un gruppo completamente diverso.

Le salpe (tunicate) sono note per il loro ruolo ecologico: durante le fioriture possono contribuire in modo importante al trasporto di carbonio verso il fondo oceanico attraverso pellet fecali e biomassa che affonda. :contentReference[oaicite:5]{index=5}

Se ti interessa questo tema, leggi il nostro approfondimento interno: salpa maggiore trasparente: l’animale “ecologico” che aiuta a catturare CO₂ .

Conclusioni

In sintesi: sì, la Sarpa salpa è associata a rari episodi di ittioalleinotossismo con allucinazioni, documentati anche in letteratura clinica. :contentReference[oaicite:6]{index=6} Ma non è corretto trasformare il tema in un allarme generalizzato: il fenomeno sembra dipendere da condizioni ambientali e alimentari e non colpisce in modo prevedibile ogni esemplare. Parallelamente, la “salpa trasparente” di cui si parla in mare aperto è un’altra cosa: un tunicato fondamentale per gli ecosistemi oceanici, non un pesce e non legato a effetti psicotropi. :contentReference[oaicite:7]{index=7}


Fonti autorevoli

  • PubMed – De Haro L. et al., “Hallucinatory fish poisoning (ichthyoallyeinotoxism)…” :contentReference[oaicite:8]{index=8}
  • Wiley/AGU – Salps e ruolo “outsized” nell’export di carbonio :contentReference[oaicite:9]{index=9}
  • Studi su composti/tossicità in Sarpa salpa e stagionalità dei problemi :contentReference[oaicite:10]{index=10}