Negli ultimi decenni si parla sempre più spesso di inquinamento atmosferico, idrico e acustico. Ma c’è un’altra forma di inquinamento, meno evidente ma altrettanto pervasiva, che sta emergendo come una delle principali minacce al benessere degli ecosistemi e dell’uomo: l’inquinamento luminoso.

Con l’avvento della modernità e della diffusione capillare dell’illuminazione artificiale — dalle grandi metropoli ai piccoli centri urbani — la notte naturale ha progressivamente perso il suo buio. Già dagli anni ’70 gli astronomi denunciavano la perdita del cielo stellato, oscurato dal “bagliore artificiale” delle città. Oggi il problema va ben oltre la difficoltà di osservare le stelle: riguarda la salute degli animali, degli ecosistemi e la nostra stessa qualità della vita.

Luce artificiale e mondo animale: un equilibrio spezzato

La vita sulla Terra si è evoluta seguendo cicli di luce e buio. Molti animali dipendono dall’oscurità per nutrirsi, riprodursi o migrare. La diffusione della luce artificiale ha però alterato profondamente questi meccanismi:

  • Uccelli migratori: disorientati dalle luci delle città, spesso cambiano rotta o collidono con i grattacieli illuminati.
  • Insetti notturni: attratti in massa dai lampioni, restano intrappolati in un circolo di luce che ne riduce drasticamente le popolazioni, con gravi conseguenze per la biodiversità.
  • Tartarughe marine: i piccoli appena nati, guidati dalla luce naturale della luna verso il mare, vengono confusi dall’illuminazione costiera e rischiano di muoversi nella direzione sbagliata.

L’eccesso di luce artificiale non è quindi un semplice “spreco energetico”, ma una vera e propria forma di pressione ambientale.


Effetti sulla salute umana

Anche noi esseri umani siamo parte di questo equilibrio. L’organismo segue un ritmo circadiano regolato dall’alternanza di luce e buio. L’esposizione continua a fonti luminose artificiali, soprattutto di notte, ha conseguenze documentate:

  • Disturbi del sonno dovuti all’inibizione della melatonina, l’ormone che regola il riposo.
  • Aumento dello stress e dell’affaticamento per la continua stimolazione nervosa.
  • Alterazioni metaboliche e maggior rischio di patologie cardiovascolari e immunitarie, come evidenziato da numerosi studi scientifici.

Il buio naturale non è quindi una semplice assenza di luce: è un bisogno fisiologico essenziale per il nostro benessere psicofisico.


Un esempio virtuoso: gli US Open 2025 e l’illuminazione eco-friendly

Stanno per accendersi i riflettori sugli US Open, quarto ed ultimo Slam della stagione in programma dal 24 agosto al 7 settembre. A brillare non saranno solo le stelle del tennis, ma anche l’impianto di illuminazione di ultima generazione, pensato appositamente per ridurre l’inquinamento luminoso.

Le luci dei campi sportivi, infatti, sono spesso pericolose per la fauna locale e creano un ostacolo per la vista delle stelle. Per questo, sui campi di Flushing Meadows sono state installate luci uniche al mondo, che offriranno la massima visibilità ai tennisti senza però “sporcare” il cielo circostante.

Gli impianti sono composti da lampade a forma di cuneo, progettate per dirigere la luce esclusivamente sul terreno di gioco. Questa soluzione innovativa è stata approvata dalla DarkSky International, organizzazione no profit impegnata nella conservazione dell’ambiente notturno, che ne ha sottolineato l’impatto positivo.

“Questo è un evento internazionale che ha un impatto sulla comunità. Riduciamolo al minimo e assicuriamoci che tutti ne siano soddisfatti”, ha dichiarato Chuck Jettmar, amministratore delegato dei progetti di capitale e dell’ingegneria della USTA.

Si tratta di un segnale forte: anche il mondo dello sport, spesso associato a grandi consumi energetici e infrastrutturali, può diventare laboratorio di sostenibilità e innovazione.