Il diluvio mediatico collegato alla missione Artemis II che, con tutti i suoi record, ha fatto dimenticare i problemi sulla rampa di lancio nonostante il costo esorbitante del lanciatore, forse ci inducono a concentrarsi sui dettagli piuttosto che sull’intero impianto del programma di ritorno alla Luna.
Per questo è estremamente utile leggere il libro Ritorno sulla Luna – Dal sogno di Apollo alla sfida di Artemis (Apogeo, 218 pagine), in cui Paolo Attivissimo si è dato l’ambizioso compito di fare il punto sul programma Artemis in tutte le sue sfaccettature.
Dopo un succinto ripasso del programma Apollo, con tutti i suoi strascichi complottistici che hanno visto lo stesso Attivissimo in prima linea nello smontare le fake news che continuano a circolare nel web, il libro descrive molto bene tutte le problematiche che la NASA ed i suoi partner internazionali si trovano ad affrontare per tornare sulla Luna.
Oltre mezzo secolo dopo Apollo, i nodi dei voli umani al di là dell’orbita circumterrestre sono identici a quelli che aveva dovuto affrontare il programma Apollo.
Certo, la tecnologia ha fatto enormi passi avanti, i computer sono straordinariamente più potenti, ma le necessità degli esseri umani sono sempre le stesse mentre i finanziamenti disponibili non sono neanche lontanamente paragonabili a quello che la NASA riceveva negli anni ’60, dopo il famoso discorso We choose to go to the Moon tenuto da Kennedy nel settembre 1962 nello stadio della Rice University di Houston.
Il crollo dei finanziamenti di Artemis
Artemide, come ci racconta la mitologia, è la sorella gemella di Apollo, ma il finanziamento che riceve il programma intitolato alla dea della Luna è tutt’altro che uguale: è anzi solo una frazione di quello assegnato originariamente al programma Apollo. Una differenza che è ben evidenziata da questo grafico (che riporta le spese corrette per l’inflazione al 2025) prodotto dalla Planetary Society.

Artemide vs. Apollo: finanziamento
Benché Artemis sia descritta come una tappa della nuova corsa allo spazio, il finanziamento non sta al passo con la retorica. Al suo picco, la NASA ha finanziato il programma Apollo con 42 miliardi di dollari all’anno (cifra corretta per l’inflazione al 2025). Il finanziamento di Artemis non ha superato i 10 miliardi.
Tornare sulla Luna è stata una decisione politica
A chi si chieda perché tanti sforzi per tornare sulla Luna ad oltre mezzo secolo dall’esaltante epica di Apollo, Attivissimo spiega che si tratta di una decisione politica che vede l’amministrazione americana, e di conseguenza la NASA, costruire la retorica della nuova corsa allo spazio.
Non è un caso che l’Amministratore della NASA Jared Isaacman nella conferenza stampa dopo il lancio di Artemis II abbia parlato di una corsa contro un “vero rivale geopolitico” intenzionato a sfidare la leadership americana nel “dominio dello spazio”.
Leadership che si direbbe piuttosto traballante, se lo stesso Isaacman quando ha annunciato la ristrutturazione della sequenza delle missioni Artemis, seguita dalla cancellazione della stazione cislunare Gateway a favore della base lunare, ha più volte detto “stiamo cercando di fare l’impossibile”.
Forse è per questo che il programma Artemis è in continua evoluzione, con accordi internazionali che saltano come birilli, dal momento che la sospensione (leggi cancellazione) della stazione cislunare Gateway rende obsoleti gli accordi in base ai quali erano stati costruiti i pezzi della stazione stessa che, a questo punto, dovranno trovare un diverso utilizzo.
Forse questi frenetici cambiamenti non hanno colto di sorpresa Paolo Attivissimo che nel suo Ritorno sulla Luna ha più volte specificato di raccontare l’architettura del programma come era nota al momento di andare in stampa, a fine 2025.
Mentre questi cambi un corso d’opera testimoniano il nervosismo della NASA sulle tempistiche dell’allunaggio, non influiscono sulla qualità del lavoro di Attivissimo, che offre un quadro realistico della nuova corsa alla Luna, una corsa che la NASA non può perdere, ma che ha difficoltà a vincere.




